Cluster Map · 4 persone · 1 van · 32 notti

Perugia → Caucaso
Cluster Map

La rotta è fissa, i luoghi no: ogni cluster è un'area con dentro un ventaglio di posti tra cui scegliere in base a energia, meteo e voglia. Le stelle segnano gli imperdibili, il resto è il menù. Toccate una card o un punto sulla mappa per l'anteprima.

19 clusterlungo la rotta
377 luoghitra cui scegliere
≈ 10.000 kmtotali stimati
16 lug → 17 agosbarco Ancona il 17 all'alba

I cluster

Dentro ogni cluster non serve fare tutto: gli imperdibili con la stella sono il minimo sindacale, il resto si sceglie sul momento. I cluster sono chiusi: il + a destra li apre. Da lì, una card apre la scheda del luogo; il nome del cluster apre la pagina della tappa. I tag:

bagnoguerraabbandonoartehikenaturacibo e vinochicca
01

Fronte dell'Isonzo

16 → 17 lug · 1 notte · ≈ 560 km da Perugia + 130 per Lubiana

La Grande Guerra vera, con la Soča smeraldo come premio. Base: Caporetto, poi Lubiana scendendo verso il mare.

Monte Sabotino

Monte Sabotino

La montagna traforata della Grande Guerra sopra Gorizia: caverne per i cannoni e trincee percorribili con la torcia, più la scritta TITO grande come un campo. Salita breve dal Parco della Pace.

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Kanal ob Soči

Kanal ob Soči

Il paese dove ci si tuffa dal ponte in piazza da generazioni: 17 metri nella Soča verde petrolio. Sosta caffè risalendo il fiume da Gorizia.

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Ossario di Caporetto

Ossario di Caporetto

La spirale di pietra sopra Kobarid con 7.014 caduti italiani, inaugurata nel 1938: dieci minuti a piedi dal paese, tramonto giusto sulla valle.

guerra
Chiesa di Javorca

Chiesa di Javorca

Il memoriale di legno del 1916 costruito dagli austroungarici per i propri caduti in fondo alla valle della Tolminka: art nouveau di guerra, nomi bruciati a fuoco sulle tavole.

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Nadiža al ponte Napoleone

Nadiža al ponte Napoleone

Il fiume alpino più caldo di Slovenia, pozze verdi sotto il ponte di pietra di Podbela: i locali giurano che l'acqua guarisca le ferite. Bagno vero, non da martiri come nella Soča.

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Velika korita della Soča

Velika korita della Soča

Il tratto più stretto del fiume: 750 metri di marmitte scavate e acqua irreale sotto il ponticello sospeso di Lepena. Tuffi solo dove è fondo, e comunque si gela.

bagnonatura
Forte Kluže e Fort Hermann

Forte Kluže e Fort Hermann

Il forte austroungarico a strapiombo sulla gola della Koritnica sopra Bovec; il fortino gemello in rovina è 20 minuti a piedi più su, con le cannoniere nel bosco.

guerrahike
Metelkova

Metelkova

L'ex caserma dell'esercito jugoslavo occupata dal 1993 e mai restituita: un isolato di murales, sculture di ferraglia e locali dentro le vecchie palazzine militari. Di giorno è un museo a cielo aperto dell'autogestione, di sera suona.

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Museo di storia contemporanea

Museo di storia contemporanea

Dentro una villa barocca nel parco Tivoli: le due guerre viste da Lubiana, l'occupazione italiana e tedesca, la Jugoslavia e il 1991. Il modo più rapido per capire cosa avete attraversato sull'Isonzo.

guerraarte
Sentiero del filo spinato

Sentiero del filo spinato

Gli italiani recintarono Lubiana con 30 km di filo spinato e bunker: oggi quel perimetro è un anello alberato che si cammina o si pedala. Un tratto basta per capire la misura dell'assedio.

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Žale di Plečnik

Žale di Plečnik

Il cimitero monumentale di Plečnik: un colonnato d'ingresso e una serie di cappelle, ciascuna un ordine architettonico diverso. Architettura funeraria che sembra un set, senza una goccia di retorica.

artechicca
Mercato di Plečnik

Mercato di Plečnik

Il colonnato coperto lungo la Ljubljanica, ancora mercato vero: formaggi di malga, salumi carsici, pesce dall'Adriatico. Il venerdì la piazza si riempie di cucine all'aperto.

cibo e vinoarte
Grotte di Škocjan

Grotte di Škocjan

UNESCO. Il canyon sotterraneo più grande d'Europa: il fiume Reka sparisce nella roccia e scava una forra alta 150 metri, che si attraversa su un ponte sospeso nel buio. Non si fotografa e si capisce perché.

naturachicca
Miniera di Idrija

Miniera di Idrija

UNESCO. La seconda miniera di mercurio del mondo, attiva per cinquecento anni: si scende nei cunicoli del Cinquecento e si vede il metallo liquido colare dalla roccia.

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02

Quarnaro e Dalmazia

17 → 19 lug · 2 notti · ≈ 160 km

Fiume per la storia, poi mare vero scendendo la costa. Attenzione: qui la sosta libera è vietata.

Haludovo Palace Hotel

Haludovo Palace Hotel

L'hotel del jet set costruito nel 1972 coi soldi di Penthouse e abbandonato dagli anni Novanta: piscine vuote, colonne a fungo e vetri rotti sul mare di Krk. Un'ora di deviazione dal ponte.

abbandonochicca
Fortezza Nehaj

Fortezza Nehaj

Il mastio degli uscocchi, i pirati anti ottomani e anti veneziani, da solo sul colle sopra Senj: vista su Krk e Rab, bora permettendo.

guerraarte
Base aerea di Željava

Base aerea di Željava

La più grande base sotterranea della Jugoslavia: chilometri di tunnel per i MiG dentro la montagna al confine bosniaco. Torce, ingressi ciclopici, restate sui percorsi battuti. Deviazione da mezza giornata via Otočac.

abbandonoguerrachicca
Goli Otok

Goli Otok

Il gulag dell'Adriatico: l'isola prigione di Tito abbandonata al sole, celle, officine e moli fantasma. Taxi boat da Lopar (Rab), mezza giornata vera.

abbandonoguerrachicca
Canyon dello Zrmanja

Canyon dello Zrmanja

Il canyon smeraldo dove giravano i western di Winnetou: cascate di Berberov buk, pozze da tuffo e kayak da Muškovci. L'alternativa dolce alle folle di Krka.

bagnonaturachicca
Kudin most

Kudin most

Ponte di pietra a dodici arcate su cascatelle di travertino del fiume Krupa, nel retroterra del Velebit: sterrato finale, bagno sotto le arcate, quasi sempre soli.

bagnonaturachicca
Sibenik

Sibenik

Fortezza di San Michele e vicoli di pietra: la Dalmazia senza la folla di Spalato.

arte
Laghi di Plitvice

Laghi di Plitvice

UNESCO. Sedici laghi a gradinata collegati da cascate, con l'acqua che deposita travertino e sposta le cascate di anno in anno. Passerelle sull'acqua. Andateci all'apertura o è una fila.

naturahike
Palazzo di Diocleziano

Palazzo di Diocleziano

UNESCO. Split non ha un palazzo romano: Split È il palazzo romano. Dentro le mura dell'imperatore ci vivono in tremila, con i bar nei sotterranei e il mausoleo diventato cattedrale.

artechicca
Trogir

Trogir

UNESCO. Un'isola-città medievale collegata da due ponti, con il portale di Radovan sulla cattedrale: romanico che sembra scolpito ieri.

arte
Dubrovnik

Dubrovnik

UNESCO. Il giro delle mura al tramonto, quando i bus sono ripartiti: due chilometri di camminamento sopra i tetti rossi e il mare. Di giorno è invivibile.

artechicca
Piana di Stari Grad

Piana di Stari Grad

UNESCO. La lottizzazione agricola greca del IV secolo a.C. su Hvar, con i muretti a secco ancora al loro posto e le vigne dentro le stesse parcelle di 2.400 anni fa.

naturaartechicca
Hartera

Hartera

La cartiera dell'Ottocento nella gola della Rječina, chiusa e mai demolita: ci hanno fatto per anni il festival dentro le sale delle macchine, con l'acqua che scorre sotto il pavimento. Oggi si visita a proprio rischio, ed è uno dei posti più belli e malinconici della costa.

abbandonoartechicca
03

Erzegovina

19 → 20 lug · 1 notte · ≈ 300 km

Mostar entra in squadra: mezza giornata piena tra ponte, tuffatori e memoria.

Necropoli di Radimlja

Necropoli di Radimlja

Le lapidi medievali stećci più belle di Bosnia, UNESCO, incise con cavalieri e girotondi in mezzo ai vigneti di Stolac. Mezz'ora di deviazione da Počitelj.

artechicca
Daorson

Daorson

Le mura ciclopiche della capitale ellenistica degli illiri Daorsi, III secolo a.C., su un colle sopra Stolac: blocchi megalitici e nessuno in giro. Si abbina a Radimlja.

artechicca
Torre dei cecchini

Torre dei cecchini

L'ex torre della banca di Mostar diventata nido dei cecchini nel '93: otto piani di cemento vuoto e graffiti sulla ex linea del fronte. Si entra a proprio rischio, molti salgono all'alba.

abbandonoguerra
Pocitelj

Pocitelj

Borgo ottomano fossile sul Neretva: torre, moschea, fichi e melograni. Tramonto ideale.

arte
Ponte ottomano di Konjic

Ponte ottomano di Konjic

Sei arcate del 1682 ricostruite pietra su pietra sulla Neretva verde ghiaccio: i locali si tuffano, voi giudicate. Sosta naturale salendo verso Sarajevo.

artebagno
Lago di Boračko

Lago di Boračko

Lago glaciale sotto le pareti del Prenj, acqua a 20 gradi e prati per la tenda: il bagno serio tra Konjic e il bunker, dentro il canyon della Neretva superiore.

bagnonatura
Bunker di Tito (ARK D-0)

Bunker di Tito (ARK D-0)

La città atomica segreta scavata sotto la montagna a Konjic: 6.500 mq pronti al giorno del giudizio, oggi biennale d'arte. Si entra solo prenotando all'ufficio turistico.

guerraabbandonochicca
OKC Abrašević

OKC Abrašević

Il centro culturale sulla ex linea del fronte di Mostar: l'unico posto in città dove croati e bosniaci stanno nella stessa stanza senza chiedersi chi sei. Concerti punk, teatro, birra a due marchi. Aperto dal nulla nel 2003 da chi non ne poteva più.

abbandonoartechicca
04

Sarajevo

20 → 21 lug · 1 notte · ≈ 130 km

Gerusalemme d'Europa e assedio più lungo del Novecento, in un giorno denso.

Bascarsija

Bascarsija

Il bazar ottomano: ćevapi, rame battuto, minareti e caffè bosniaco nella džezva.

cibo e vinoarte
Ponte Latino

Ponte Latino

L'angolo dove Gavrilo Princip sparò all'arciduca il 28 giugno 1914 e accese il Novecento: il ponticello ottomano, la targa e il museo minuscolo sull'angolo. Cinque minuti che pesano un secolo.

guerraarte
Žuta tabija

Žuta tabija

Il bastione giallo sopra Baščaršija dove la città si ritrova al tramonto col čaj in mano: minareti, colline e i cimiteri bianchi dell'assedio sotto di voi.

chicca
Cimitero ebraico

Cimitero ebraico

Il secondo cimitero ebraico d'Europa, lapidi sefardite dal Cinquecento crivellate di colpi: era la prima linea dei cecchini sopra la Miljacka.

guerrachicca
Memoriale di Vraca

Memoriale di Vraca

La fortezza austroungarica trasformata in memoriale jugoslavo per 26.000 vittime del fascismo, poi tornata trincea nel '92: oggi mezzo abbandonata, coi nomi scolpiti e la città sotto.

guerraabbandono
Vrelo Bosne

Vrelo Bosne

Le sorgenti della Bosna ai piedi dell'Igman: canali, cigni e il viale asburgico di Ilidža da fare a piedi o in carrozza. Piedi a mollo gelati e picnic.

natura
Hotel Igman

Hotel Igman

Il colosso brutalista a gradoni costruito per le Olimpiadi '84 e bruciato in guerra: piani aperti nel bosco, neve di cemento. Si abbina alla pista di bob per la doppietta olimpica fantasma.

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Lukomir

Lukomir

Il villaggio abitato più alto della Bosnia, pastori e lapidi medievali stećci. Deviazione di mezza giornata su sterrato.

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Kino Bosna

Kino Bosna

Un cinema abbandonato diventato bettola: il lunedì sera si canta sevdah tutti insieme, in piedi sui tavoli, con la birra a un marco e mezzo e il fumo che non se ne va mai. Non è per turisti, ma non vi caccia nessuno.

chiccacibo e vinoabbandono
Dom Mladih, Skenderija

Dom Mladih, Skenderija

La Casa della Gioventù del complesso olimpico dell'84: cemento jugoslavo, corridoi infiniti e nel seminterrato i concerti punk e hardcore. Sopra ci giocavano a hockey, sotto suonano ancora.

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05

Drina e Serbia

21 → 23 lug · 2 notti · ≈ 180 km all'ingresso

Il ponte di Andrić, un trenino a otto, meandri coi grifoni e una torre di teschi.

Drvengrad

Drvengrad

Il villaggio di legno costruito da Kusturica per i suoi film, con cinema e prigione per registi.

artecibo e vino
Vrelo, il fiume di un anno

Vrelo, il fiume di un anno

Uno dei fiumi più corti d'Europa: 365 metri esatti da sorgente a cascata nella Drina, per questo lo chiamano il fiume di un anno. Pozza gelida, trote e ombra a Perućac.

bagnonaturachicca
Casetta sulla Drina

Casetta sulla Drina

La casina di legno piantata su uno scoglio in mezzo al fiume dal 1968, coi monti della Tara dietro: foto dal ponte di Bajina Bašta e bagno dalla spiaggetta accanto.

chiccabagno
Kadinjaca

Kadinjaca

Memoriale jugoslavo monumentale ai partigiani caduti nel 1941: uno spomenik da manuale, lungo la strada.

guerraabbandonochicca
Grotta di Stopića

Grotta di Stopića

Caverna enorme con vasche di travertino a gradoni piene d'acqua: dentro sembra un hammam scavato dai fiumi. Sulla strada tra Mokra Gora e l'Uvac.

naturachicca
Meandri dell'Uvac

Meandri dell'Uvac

Il canyon perfetto visto dal belvedere Molitva mentre i grifoni ti passano sotto. Sterrato più 30 min a piedi.

naturahikebagno
Bubanj, i tre pugni

Bubanj, i tre pugni

Tre pugni di cemento alti 14 metri dove i nazisti fucilarono oltre 10.000 prigionieri di Crveni Krst: spomenik da manuale a dieci minuti da Niš, deserto.

guerraabbandono
Mediana

Mediana

La villa imperiale di Costantino nella sua città natale: mosaici sotto la copertura nuova, a dieci minuti dalla Torre dei Teschi. Naissus prima di Niš.

arte
Gola della Jerma e Poganovo

Gola della Jerma e Poganovo

Canyon stretto tra pareti gialle col monastero trecentesco di Poganovo nascosto in fondo: la Serbia che nessuno vede, a mezz'ora dalla frontiera bulgara.

naturachicca
Stari Ras e Sopoćani

Stari Ras e Sopoćani

UNESCO. La prima capitale serba in rovina e, poco sotto, il monastero di Sopoćani con la Dormizione della Vergine: uno degli affreschi più belli del Medioevo europeo, e lo sanno in quattro.

arteabbandonochicca
Gamzigrad-Romuliana

Gamzigrad-Romuliana

UNESCO. Il palazzo che l'imperatore Galerio si costruì per ritirarsi, e dove volle essere divinizzato: mura, torri e mosaici in mezzo ai campi, senza un turista.

arteabbandonochicca

Drugstore

Un mattatoio abbandonato alla periferia di Belgrado: cemento nudo, niente decorazione, techno durissima fino alle nove del mattino. Uno dei club più temuti e amati d'Europa, e non c'è una sola insegna.

abbandonochicca

20/44

Una chiatta ormeggiata sulla Sava, con la pista che ondeggia quando passa una barca. La casa dei dj serbi, aperta da vent'anni: si balla con i piedi quasi sull'acqua.

chicca
KC Grad

KC Grad

Un magazzino sul Danubio riconvertito: mostre, concerti, dibattiti e la sala in mattoni a vista. È il posto dove Belgrado si guarda allo specchio senza retorica.

artechiccacibo e vino

Elektropionir

Un cortile nascosto dietro un portone, con l'ex officina elettrica trasformata in bar: concerti piccoli, dischi e nessuno che vi guarda le scarpe.

chiccacibo e vino
06

Bulgaria, il transito che vale

23 lug · in transito · ≈ 300 km

Un giorno solo come chiesto, ma speso benissimo. Plovdiv è l'opzione che costa una notte in più.

Buzludza

Buzludza

Il disco volante del comunismo bulgaro sul crinale dei Balcani. Interno chiuso, l'esterno è già un pugno nello stomaco.

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Monumento della Shipka

Monumento della Shipka

La torre di pietra sul passo dove russi e volontari bulgari fermarono l'esercito ottomano nel 1877: 900 scalini, vento e mezza Bulgaria sotto. Dieci minuti da Buzludža.

guerra
Golyama Kosmatka

Golyama Kosmatka

La tomba vera di re Seuthes III sotto il tumulo: corridoio di 13 metri e camera di granito dove trovarono la sua testa di bronzo. Il gemello autentico della replica di Kazanlak.

artechicca
I difensori di Stara Zagora

I difensori di Stara Zagora

Sei guerrieri di cemento alti cinquanta metri e la bandiera di Samara: brutalismo bulgaro del 1977 sulla collina della città. Sosta di mezz'ora sulla strada per Edirne, tramonto ideale.

guerraabbandono
Plovdiv

Plovdiv

Teatro romano e quartiere Kapana: la città più antica d'Europa ancora abitata. Aggiunge una notte al piano.

artecibo e vino
Monastero di Rila

Monastero di Rila

Il monastero più grande dei Balcani, in fondo a una valle di abeti: portici a righe bianche e nere, affreschi su ogni centimetro e la torre di Hrelja, unica cosa scampata all'incendio del 1833.

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Rocce di Belogradchik

Rocce di Belogradchik

Torri di arenaria rossa alte cento metri, e in mezzo una fortezza che i romani, i bizantini e gli ottomani si sono limitati a completare: le mura vere sono la roccia.

naturaartehike
Grotta di Prohodna

Grotta di Prohodna

Due aperture nella volta guardano il cielo e sembrano due occhi: la chiamano gli Occhi di Dio. Si entra a piedi da un capo e si esce dall'altro, senza torce.

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Grotta di Devetashka

Grotta di Devetashka

Una caverna enorme con sette lucernari naturali sul soffitto e un fiume che la attraversa. Ci hanno girato film d'azione, ci vivono i pipistrelli, e il rimbombo è quello di una cattedrale.

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Cascate di Krushuna

Cascate di Krushuna

Una scala di vasche di travertino turchese in mezzo al bosco, con l'acqua che scende di pozza in pozza. Si cammina sulle passerelle e in certi punti ci si può stendere.

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Perperikon

Perperikon

Una città intera scavata dentro la roccia dai traci: scale, vasche, altari e un palazzo, tutto ricavato togliendo pietra invece che mettendola. Sopra un crinale, senza ombra.

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Ponte del Diavolo di Ardino

Ponte del Diavolo di Ardino

Un arco ottomano solitario sopra l'Arda, in una gola dove al mattino la nebbia sale dall'acqua e passa sotto il ponte. Il nome se l'è guadagnato.

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Fortezza di Asen

Fortezza di Asen

Una chiesa medievale in bilico su uno sperone sopra la gola dell'Asenitsa, e attorno quasi niente: la fortezza è crollata, la chiesa no.

artehikechicca
Monastero di Bachkovo

Monastero di Bachkovo

Il secondo monastero di Bulgaria, del 1083: refettorio affrescato, un'icona che dicono miracolosa e i pellegrini che salgono a piedi. Sotto, le bancarelle di miele e formaggio.

artecibo e vino
Ponti Meravigliosi

Ponti Meravigliosi

Due archi di roccia rimasti in piedi dopo il crollo di una grotta: uno lo si attraversa, sotto l'altro ci si infila. In mezzo ai Rodopi, a 1.400 metri.

naturahikechicca
Monumento di Shumen

Monumento di Shumen

Mille e trecento anni di stato bulgaro celebrati in cemento brutalista sopra la città: blocchi ciclopici, mosaici e khan di pietra alti dieci metri. Ci si arriva con 1.300 scalini.

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Kapana, Plovdiv

Kapana, Plovdiv

Il quartiere degli artigiani diventato il posto dove si mangia e si beve a Plovdiv: vicoli stretti, murales, tavolini fuori e nessuna insegna in inglese.

cibo e vinochicca
Chiesa di Boyana

Chiesa di Boyana

UNESCO. Sotto Sofia: 240 figure affrescate nel 1259, ottant'anni prima di Giotto, e già con i volti veri. Entrano dieci persone alla volta, per dieci minuti.

artechicca
Nessebar

Nessebar

UNESCO. Una penisola sul Mar Nero con quaranta chiese bizantine in rovina e le case di legno dei pescatori sopra basamenti di pietra. Turistica quanto vuoi, ma le rovine sono vere.

artebagnochicca
Cavaliere di Madara

Cavaliere di Madara

UNESCO. Un rilievo dell'VIII secolo scolpito a ventitré metri d'altezza su una parete verticale: un cavaliere che trafigge un leone. Nessuno sa bene come abbiano fatto.

artechicca
Tomba di Sveshtari

Tomba di Sveshtari

UNESCO. Una tomba tracia del III secolo a.C. con dieci cariatidi femminili scolpite nella pietra a reggere il soffitto: uniche in tutto il mondo trace.

artechicca
Parco del Pirin

Parco del Pirin

UNESCO. Cime di marmo sopra i duemila metri, laghi glaciali e il pino di Baikushev, che ha 1.300 anni ed era già lì quando fu fondata la Bulgaria.

naturahike

Fabrika Daga

Un'ex fabbrica a Sofia occupata da studi, sale prova e una pista: post-industriale vero, non ricostruito. Ci suonano quelli che a Berlino ci mettono dieci anni ad arrivare.

abbandonochicca
Yalta Club

Yalta Club

Sotto il Palazzo della Cultura, in un bunker socialista: il club techno più vecchio della Bulgaria, aperto dal 1965 come caffè e mai più chiuso. Impianto serio, luci quasi assenti.

chiccaabbandono
Mixtape 5

Mixtape 5

Dentro il sottopassaggio del Palazzo Nazionale della Cultura, cemento e neon: indie, elettronica e serate punk. Si scende una rampa e sembra di entrare in un parcheggio.

chiccaabbandono
07

Tracia e Istanbul

23 → 25 lug · 2 notti · ≈ 350 km + dogana Kapıkule

Istanbul la conoscete: qui solo chicche fuori dal giro classico, più la perla di Edirne.

Ospedale di Beyazıt II

Ospedale di Beyazıt II

Il complesso ottomano del 1488 dove i malati di mente si curavano con musica, acqua e profumi: oggi museo della sanità, strano e commovente. Venti minuti dalla Selimiye.

artechicca
Balat

Balat

Case colorate, sinagoghe, chiese greche e caffè nel quartiere ebraico e greco sul Corno d'Oro.

artecibo e vino
Palazzo del Bucoleone

Palazzo del Bucoleone

Le finestre di marmo del palazzo imperiale bizantino sul mare, strette tra ferrovia e tangenziale: mille anni di imperatori ridotti a un rudere abitato dai gatti. Si guarda da fuori, in restauro.

arteabbandonochicca
Yedikule

Yedikule

La fortezza delle Sette Torri sulla Porta d'Oro di Bisanzio: qui entravano in trionfo gli imperatori, poi gli ottomani ci chiusero gli ambasciatori. In fondo alle mura, quasi nessuno.

arte
Çiya Sofrası e Kadıköy

Çiya Sofrası e Kadıköy

Il traghetto per l'Asia come mini crociera sul Bosforo, poi il tempio della cucina anatolica di Musa Dağdeviren nel mercato di Kadıköy: kebab alle ciliegie ed erbe senza nome italiano.

cibo e vino
Museo dell'Innocenza

Museo dell'Innocenza

Orhan Pamuk ha scritto un romanzo e poi ha costruito davvero il museo che ci descrive dentro: 4.213 mozziconi di sigaretta della donna amata, in vetrina, uno per giorno. Con il biglietto del libro si entra gratis.

artechicca
Vefa Bozacısı

Vefa Bozacısı

Dal 1876 vendono solo boza, una bevanda densa di miglio fermentato che si beve con la cannella e i ceci tostati. Il bicchiere da cui bevve Atatürk è ancora lì, in una teca.

cibo e vinochicca

Asmalı Cavit

La meyhane come dovrebbe essere: pochi tavoli, niente menù, il padrone che ti porta i meze che ha fatto oggi e il rakı che scorre finché non lo fermi. Si prenota o non si entra.

cibo e vinochicca
Pandeli

Pandeli

Sopra la porta del Bazar Egiziano, dal 1901: sale rivestite di piastrelle turchesi di İznik e il branzino al cartoccio. Un posto che sembra un set e invece cucina davvero.

cibo e vinoartechicca
Karaköy Güllüoğlu

Karaköy Güllüoğlu

La baklava migliore della città, dal 1949, in una sala da bar dove si fa la fila con il vassoio come alla mensa. Si prende con il pistacchio e si mangia in piedi.

cibo e vino
Stazione di Haydarpaşa

Stazione di Haydarpaşa

Il capolinea della ferrovia di Baghdad, costruito dai tedeschi nel 1909 sull'acqua, chiuso da anni dopo un incendio. Un colosso neorinascimentale vuoto, che aspetta di sapere cosa diventerà.

abbandonoartechicca
Süleymaniye

Süleymaniye

Il capolavoro di Sinan, e lui lo sapeva: si fece seppellire nel giardino. La cupola sta su come se non pesasse, e dal terrazzo dietro si vede il Corno d'Oro intero.

arte
Küçük Ayasofya

Küçük Ayasofya

La "piccola Santa Sofia", del 530: è più vecchia della grande e ci si entra da soli, senza fila e senza biglietto. La cupola a ombrello e il fregio con i nomi di Giustiniano e Teodora.

artechicca
Rumeli Hisarı

Rumeli Hisarı

La fortezza che Maometto II tirò su in quattro mesi nel 1452 per strozzare il Bosforo e affamare Costantinopoli. Si sale sui camminamenti e si guarda giù, dove passavano le navi.

guerraarte
Çukurcuma

Çukurcuma

Il quartiere dei rigattieri: vicoli in salita pieni di negozi di anticaglie, lampadari, radio a valvole e mobili ottomani. È il quartiere del Museo dell'Innocenza, e si capisce perché.

chiccaarte
Büyükada

Büyükada

La più grande delle Isole dei Principi: niente auto, solo biciclette e carrozze elettriche, ville di legno dei greci e degli armeni, e il monastero di San Giorgio in cima alla collina.

bagnochiccanatura
Kıyıköy

Kıyıköy

Un borgo di pescatori sul Mar Nero dietro le mura bizantine, e appena fuori il monastero rupestre di San Nicola, scavato interamente nella roccia. Spiaggia lunga e vuota.

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Foreste di İğneada

Foreste di İğneada

Le longoz: foreste alluvionali che restano allagate per mesi, un habitat che in Europa è quasi sparito. Passerelle di legno fra i tronchi nell'acqua, e dietro le dune il Mar Nero.

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Grotta di Dupnisa

Grotta di Dupnisa

Tre grotte comunicanti nei monti Istranca, con un fiume sotterraneo e una colonia di pipistrelli. Si visita solo d'estate: d'inverno la lasciano a loro.

naturachicca
Arkaoda

Arkaoda

Il locale di Kadife Sokak dal 2001: dischi, concerti piccoli e dj che non suonano quello che ti aspetti. È il posto da cui è passata tutta la scena indipendente di Istanbul, e non se n'è mai accorto nessuno fuori.

chiccacibo e vino
Bursa e Cumalıkızık

Bursa e Cumalıkızık

UNESCO. La prima capitale ottomana, con la Moschea Verde e le tombe dei sultani, e alle spalle Cumalıkızık: un villaggio di case a graticcio del Trecento ancora abitato.

artecibo e vinochicca
Peyote

Peyote

Tre piani in un vicolo di Beyoğlu: al primo i concerti psichedelici, sopra il bar, in cima la terrazza. È il posto da cui è uscita mezza scena rock indipendente turca.

chiccacibo e vino

Karga

Il bar di Kadife Sokak con l'arredamento fatto di anticaglie, i quadri storti e le scale che portano a stanze che non sai. Aperto dal 1996, è il vicino di casa dell'Arkaoda.

chiccaartecibo e vino

Minimüzikhol

Una scatola nera minuscola a Cihangir con l'impianto sproporzionato: house ed elettronica, dj che passano dall'Europa e trecento persone strette. Si suda e basta.

chicca
Bomontiada e Babylon

Bomontiada e Babylon

L'ex birrificio Bomonti del 1890 diventato isolato di locali: il Babylon, che ha portato metà del mondo a suonare a Istanbul, e il cortile dove si beve fra i mattoni rossi.

chiccaartecibo e vino

Klein

Un capannone a Kağıthane, lontano da tutto, con la pista di cemento e l'impianto Funktion-One: il posto techno serio di Istanbul, dove si va apposta e non per caso.

chiccaabbandono
08

Anatolia nord e Mar Nero

25 → 30 lug · 5 notti · ≈ 410 km a Safranbolu, ≈ 900 interni

Il cuore dell'andata: città ottomane, il villaggio dei fischi e la valle più verde della Turchia.

Yörük Köyü

Yörük Köyü

Il villaggio dei carovanieri a 15 minuti da Safranbolu: stesse case ottomane, zero negozi di souvenir, nonne che vendono pasta erişte. Safranbolu com'era prima dell'UNESCO.

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Hattusa

Hattusa

La capitale dell'impero ittita: porta dei leoni, mura ciclopiche, santuario di Yazılıkaya. Deviazione di 2 ore.

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Monastero di Vazelon

Monastero di Vazelon

Il fratello abbandonato di Sümela: fondato nel V secolo e lasciato alla foresta, si sale in mezz'ora di sentiero fangoso tra affreschi sbiaditi e corvi. Da soli, garantito.

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Santa, la città fantasma

Santa, la città fantasma

Sette quartieri di case e chiese di pietra dei greci del Ponto, svuotati nel 1923 con lo scambio di popolazioni: rovine in quota sopra Gümüşhane. Sterrato ripido, solo col bel tempo. Deviazione seria.

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Cascata di Palovit

Cascata di Palovit

In fondo alla strada di Zilkale, dentro la foresta pluviale del Kaçkar: parcheggio, cinque minuti a piedi, spruzzi gelati e magari un orso di passaggio.

natura
Prigione di Sinop

Prigione di Sinop

Una fortezza-carcere sul mare, chiusa nel 1997, dove hanno rinchiuso mezza intellighenzia turca. Le celle sono aperte, i graffiti dei detenuti sono ancora sui muri.

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Amasra

Amasra

Due baie, un istmo, una fortezza genovese e il ponte romano che porta all'isolotto. Il porto del Mar Nero che i turchi si tengono per sé.

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Fiordo di Hamsilos

Fiordo di Hamsilos

Un'insenatura stretta e profonda dentro il bosco, che sembra rubata alla Norvegia e invece è sul Mar Nero. Acqua ferma, nessuna onda.

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Grotta di Ballıca

Grotta di Ballıca

Sale enormi con stalattiti a forma di fungo e balconi di travertino, illuminate senza esagerare. Una delle grotte più grandi della Turchia, e quasi nessuno la conosce.

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Uzungöl

Uzungöl

Un lago verde in fondo a una valle di abeti, con la moschea di legno che si specchia. È diventato turistico, ma si sale ai pascoli sopra e in mezz'ora sei solo.

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Ayder e i Kaçkar

Ayder e i Kaçkar

Il pascolo da cui partono i sentieri per i Kaçkar: nebbia che sale dal fondovalle ogni pomeriggio, case di legno e bagni termali. Da qui si va su a piedi per giorni.

hikenaturabagno
Castello di Boyabat

Castello di Boyabat

Un castello su uno sperone verticale sopra il fiume, senza biglietteria, senza recinzioni, senza nessuno. Si sale e ci si affaccia.

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Lago di Abant

Lago di Abant

Un lago di montagna circondato da faggi, a due ore da Istanbul: si gira a piedi in un'ora e mezza e d'autunno diventa rosso.

naturahike
Grande Moschea di Divriği

Grande Moschea di Divriği

UNESCO. Portali selgiuchidi del 1229 scolpiti in un barocco di pietra che non somiglia a niente altro nell'islam, e le ombre che al sole disegnano figure umane sul muro. In mezzo al nulla.

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09

Georgia occidentale

30 lug → 1 ago · 2 notti · ≈ 130 km + dogana Sarpi

Khachapuri, sanatori fantasma e funivie sovietiche: il benvenuto georgiano.

Spiaggia di Sarpi

Spiaggia di Sarpi

Il primo tuffo georgiano a cento metri dalla dogana: ciottoli bianchi e l'acqua più trasparente della costa, si nuota guardando la Turchia. Battesimo obbligatorio appena passati.

bagno
Batumi

Batumi

Giardino botanico a picco sul Mar Nero, lungomare tra palazzoni sovietici e torri deliranti, primo khachapuri adjaruli.

naturacibo e vino
Ponte e cascata di Makhuntseti

Ponte e cascata di Makhuntseti

L'arco medievale della regina Tamar e la cascata dove ci si tuffa, a mezz'ora da Batumi risalendo l'Acharistskali: chioschi di chacha e churchkhela lungo la strada.

bagnonatura
Ureki, sabbia magnetica

Ureki, sabbia magnetica

La spiaggia di sabbia nera magnetica dove l'URSS mandava i malandati a farsi la magnetoterapia: acqua bassa e tiepida, atmosfera da villeggiatura sovietica sopravvissuta.

bagnochicca
Nokalakevi

Nokalakevi

«Il posto dove c'era una città»: la tripla cinta bizantina di Archaeopolis sul fiume Tekhuri, col tunnel segreto che scende all'acqua e una vasca termale libera vicino al ponte.

artechiccabagno
Kutaisi e Gelati

Kutaisi e Gelati

Mercato coperto pieno di churchkhela e spezie, e il monastero UNESCO di Gelati con gli affreschi d'oro.

cibo e vinoarte
Monastero di Mgvimevi

Monastero di Mgvimevi

Chiesette e celle rupestri appese alla parete sopra la strada di Chiatura, affreschi e silenzio: due tornanti dopo le funivie, nessun cartello.

artechicca
Svaneti e Ushguli

Svaneti e Ushguli

UNESCO. Il villaggio abitato più alto d'Europa, a 2.100 metri sotto lo Shkhara: torri di difesa medievali una per famiglia, e la strada che ci arriva è un'avventura.

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Foreste colchiche

Foreste colchiche

UNESCO. Foreste pluviali temperate e torbiere sul Mar Nero, sopravvissute alle glaciazioni: felci alte come un uomo e passerelle sull'acqua nera.

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10

Grande Caucaso

1 → 3 ago · 2 notti · ≈ 390 km

Montagna spettacolare senza sbatta: la Strada Militare Georgiana fa quasi tutto lei.

Uplistsikhe

Uplistsikhe

La città scavata nella roccia già viva quando Roma non c'era: teatri, cantine e sale del trono di tufo sopra il Mtkvari. Due ore di sosta salendo da ovest.

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Museo di Stalin a Gori

Museo di Stalin a Gori

Rimasto sovietico dentro: cimeli, il vagone blindato personale e la casa natale sotto un tempietto di marmo. Agghiacciante e imperdibile insieme, come da programma.

guerrachicca
Lago di Bazaleti

Lago di Bazaleti

Lago tiepido a 900 metri sulla strada per Ananuri: l'unico bagno facile del Caucaso, tra georgiani che grigliano e noleggiano pedalò. Sosta pigra prima della salita.

bagno
Cascate di Gveleti

Cascate di Gveleti

Doppia cascata in una gola laterale della Dariali, 40 minuti a piedi dal parcheggio verso il confine russo: doccia glaciale per chi deve dimostrare qualcosa.

hikenaturabagno
Valle di Truso

Valle di Truso

Piana glaciale con torri medievali, sorgenti ferrose arancioni e villaggi quasi abbandonati. Camminata piana di 3 ore.

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Teste di pietra di Sno

Teste di pietra di Sno

Teste giganti dei poeti georgiani spuntate nei prati del villaggio di Sno, opera di uno scultore locale: cinque minuti di deviazione, foto surreale assicurata.

chicca
11

Tbilisi e Kakheti

3 → 6 ago · 3 notti · ≈ 160 km

Riposo vero: bagni sulfurei, mercatini sovietici e vino in anfora di 8.000 anni.

Mtskheta e Jvari

Mtskheta e Jvari

La vecchia capitale sacra e il monastero di Jvari sul cucuzzolo, dove Aragvi e Mtkvari si incontrano in due colori diversi: mezz'ora da Tbilisi, meglio al mattino presto.

arte
Chronicle of Georgia

Chronicle of Georgia

Colonne ciclopiche di bronzo su una collina fuori città: il monumento sovietico più impressionante che vedrete.

abbandonoartechicca
Mare di Tbilisi

Mare di Tbilisi

Il bacino artificiale anni Cinquanta coi lidi della città: bagno vero dopo l'asfalto, proprio sotto le colonne della Chronicle of Georgia. Doppietta perfetta nel tardo pomeriggio.

bagno
Bazar Dezerter

Bazar Dezerter

Il mercatone dove i disertori vendevano i fucili nel 1921: oggi montagne di suluguni, spezie, tklapi e nonne coi mattarelli. Colazione da campioni vicino alla stazione.

cibo e vino
Palazzo dei Riti

Palazzo dei Riti

La cattedrale laica del 1985 dove la nomenklatura si sposava: espressionismo sovietico a torri e vetrate, oggi villa privata di un oligarca. Si ammira dal cancello, e basta la sagoma.

artechicca
Sololaki e Fabrika

Sololaki e Fabrika

Cortili decadenti art nouveau da una parte, ex fabbrica di cucito diventata quartier generale creativo dall'altra.

cibo e vinoarte
Gremi

Gremi

La cittadella-chiesa dei re di Kakheti, capitale rasa dai persiani nel 1615: torre affrescata, campanile e vigne intorno. Sosta di un'ora tra Alaverdi e Sighnaghi.

arte
David Gareja

David Gareja

Monasteri rupestri nel semideserto al confine azero, affreschi e silenzio. Deviazione di mezza giornata.

artenatura

Bassiani

Sotto le tribune dello stadio Dinamo, dentro la piscina olimpica sovietica prosciugata: il club techno che nel 2018 si è preso una retata della polizia e ha risposto con migliaia di persone che ballavano davanti al parlamento. Si entra solo con la lista, e va bene così.

chiccaabbandonoguerra
KHIDI

KHIDI

Dentro i piloni di cemento di un ponte sulla Mtkvari: due piani, buio totale, techno e industrial. Khidi in georgiano vuol dire ponte, e siete letteralmente dentro il ponte.

chiccaabbandono

Mtkvarze

Un ristorante sovietico sul fiume, di quelli con le vetrate e il cemento a sbalzo, riaperto come club senza cambiargli una piastrella. Si balla dove i funzionari mangiavano lo chakhokhbili.

chiccaabbandonoarte
Dedaena Bar

Dedaena Bar

Un chiosco in un parco, un muro coperto di adesivi punk, birra a tre lari e la gente seduta per terra fino all'alba. Zero pretese, ed è per questo che ci vanno tutti.

chiccacibo e vino
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Georgia del sud

6 → 7 ago · 1 notte · ≈ 350 km

L'uscita di scena georgiana: gole, fortezze e una città dentro la roccia.

Borjomi

Borjomi

L'acqua frizzante alla fonte e la ruota panoramica sovietica nel bosco.

naturacibo e vino
Vasche sulfuree di Borjomi

Vasche sulfuree di Borjomi

Tre piscine calde a 27 gradi nel bosco, 40 minuti a piedi oltre il parco lungo la gola: bagno sotto gli abeti con l'odore di zolfo. Andateci al mattino, il pomeriggio arriva mezza Georgia.

bagnochicca
Abastumani

Abastumani

Il villaggio climatico dei Romanov coi villini di legno intagliato e l'osservatorio astronomico sovietico in cima alla foresta: aria da sanatorio d'altri tempi, serate col telescopio.

chiccaabbandono
Monastero di Sapara

Monastero di Sapara

San Saba nascosto in una gola dietro Akhaltsikhe, affreschi duecenteschi e nessun pullman: mezz'ora di strada stretta che vale doppio.

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Vardzia

Vardzia

Città monastero del 1100 scavata su tredici piani nel tufo: 600 ambienti e una chiesa affrescata nella roccia.

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Vanis Kvabebi

Vanis Kvabebi

Il formicaio rupestre più vecchio e selvaggio di Vardzia, a due chilometri: tunnel, celle e una chiesetta bianca incastrata nella falesia. Torcia e scarpe serie.

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Anatolia orientale

7 → 8 ago · 1 notte · ≈ 200 km + dogana Türkgözü

La città fantasma armena e un palazzo da miraggio con l'Ararat davanti.

Lago di Çıldır

Lago di Çıldır

Altopiano a 1.960 metri, pellicani, cavalli e çay nelle baracche dei pescatori: la prima sosta dopo la frontiera deserta di Türkgözü, sulla strada per Kars.

natura
Boğatepe

Boğatepe

Il villaggio del formaggio a 2.300 metri: casari eredi di svizzeri e molocani, museo del gravyer in una casa di pietra e degustazioni. Merenda seria prima di Kars.

cibo e vinochicca
Kars

Kars

Griglia di palazzi russi di fine Ottocento, formaggio gravyer, miele e atmosfera da romanzo di Pamuk.

cibo e vinoarte
Ani

Ani

La città delle 1001 chiese: capitale armena medievale abbandonata su un altopiano tagliato dal confine. Struggente.

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Khtzkonk

Khtzkonk

Delle cinque chiese armene nella gola di Digor ne resta una, sola su uno sperone: le altre le fecero saltare. Venti minuti a piedi, silenzio totale. Sulla via Ani → Doğubayazıt.

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Terme di Diyadin

Terme di Diyadin

Pozze termali fumanti nel canyon del fiume Murat, tra Ishak Paşa e Van: vasche pubbliche spartane e pozze libere lungo il fiume. Il bagno più caldo del viaggio.

bagno
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Van e Mesopotamia

8 → 11 ago · 3 notti · ≈ 420 km all'ingresso

La parte più remota e più vostra: laghi sodici, crateri, città sommerse e pietra dorata.

Kahvalti di Van

Kahvalti di Van

La colazione più famosa della Turchia: otlu peynir alle erbe, miele in favo, kavut, murtuğa. Un'ora di tavola.

cibo e vino
Çavuştepe

Çavuştepe

Il palazzo-fortezza urarteo dell'VIII secolo a.C. sulla strada di Hakkari: iscrizioni cuneiformi nitide sul basalto nero. Chiedete del vecchio custode: è una delle poche persone al mondo che legge l'urarteo.

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Akdamar

Akdamar

La chiesa armena della Santa Croce (anno 915) sull'isola: rilievi biblici come un fumetto di pietra. Bagno sodico davanti.

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Ponte di Malabadi

Ponte di Malabadi

L'arcata di pietra più grande del mondo medievale (1147), con le stanze per i viandanti dentro le spalle del ponte: sosta sul Batman Çayı, piedi in acqua sotto.

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Hasankeyf

Hasankeyf

La città sul Tigri abitata da 12.000 anni, in gran parte sommersa dalla diga nel 2020. Malinconia pura.

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Tomba di Zeynel Bey

Tomba di Zeynel Bey

Il mausoleo timuride smaltato di turchese e blu, sollevato intero e traslocato per salvarlo dalla diga: il pezzo più prezioso della vecchia Hasankeyf, di fronte alla nuova.

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Diyarbakır

Diyarbakır

Cinque chilometri di mura di basalto nero, il minareto a quattro colonne su pilastri e il ciğer kebab di Sur: la metropoli curda che non somiglia a nient'altro. Mezza giornata.

artecibo e vino
Zerzevan e il mitreo

Zerzevan e il mitreo

La guarnigione romana di frontiera sulla via Diyarbakır–Mardin, col tempio sotterraneo di Mitra scavato nel 2017: l'ultimo mitreo del limes orientale, iniziazioni comprese. Chicca archeologica pura.

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Dara

Dara

Città romana di frontiera con necropoli scavata e cisterne sotterranee monumentali. Chicca assoluta a 30 min da Mardin.

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Ponte di Cendere

Ponte di Cendere

Un ponte romano a schiena d'asino ancora carrabile dopo diciotto secoli, con due colonne rimaste in piedi su quattro. Ci si passa sopra a piedi, e sotto scorre il Cendere.

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Yeni Kale e Arsameia

Yeni Kale e Arsameia

La fortezza mamelucca a strapiombo su Kahta e, di fronte, Arsameia con il rilievo di Mitridate che stringe la mano a Eracle. Sulla strada del Nemrut, e quasi nessuno si ferma.

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Lago di Hazar

Lago di Hazar

Un lago di montagna a 1.200 metri, con l'acqua dolce e trasparente e, sotto la superficie vicino alla riva, i resti di una chiesa sommersa che si vedono a maschera.

bagnonaturachicca
Harput

Harput

Una cittadella su un altopiano sopra Elazığ, abbandonata quando la città è scesa a valle: moschee selgiuchidi, una chiesa siriaca e il vento.

arteabbandonochicca
Aslantepe

Aslantepe

Un tumulo alto trenta metri fatto di cinquemila anni di città sovrapposte, con il palazzo più antico conosciuto al mondo. Patrimonio UNESCO e sale sempre vuote.

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15

Urfa e Cappadocia

11 → 13 ago · 2 notti · ≈ 190 km a Urfa, poi 470

Il tempio più antico del mondo e i camini delle fate presi dal lato giusto.

Karahan Tepe

Karahan Tepe

Il fratello di Göbekli appena scavato: pilastri a T ancora nella roccia e la sala delle undici colonne col volto che vi fissa dalla parete. Più crudo, più vuoto, stessa vertigine.

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Soğmatar

Soğmatar

Il santuario del dio Luna in un villaggio sperduto oltre Harran: rilievi e iscrizioni siriache incise sulla collina nuda, pozzi sacri, bambini che fanno da guide. Sterrato e pace.

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Harran

Harran

Case alveare di fango e la prima università del mondo islamico, verso il confine siriano. Un'ora e mezza di deviazione.

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Halfeti e Rumkale

Halfeti e Rumkale

Il paese mezzo affogato dalla diga sull'Eufrate col minareto che spunta dall'acqua, e la fortezza di Rumkale a picco sul fiume: barca, bagno e rosa nera. Mezza giornata da Urfa.

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Gaziantep e Zeugma

Gaziantep e Zeugma

Il museo dei mosaici di Zeugma con la Zingarella che vi segue con gli occhi, e la capitale mondiale di baklava e pistacchio: pausa d'obbligo sulla rotta per la Cappadocia.

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Valle di Zelve

Valle di Zelve

Monastero rupestre intero con un decimo della gente di Göreme, più i camini di Paşabağ accanto.

artenatura
Çavuşin vecchia

Çavuşin vecchia

Il villaggio rupestre abbandonato dopo le frane degli anni Cinquanta, con la basilica di San Giovanni Battista del V secolo in cima alla falesia: la Cappadocia scavata, gratis e senza folla.

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Kaymakli

Kaymakli

Città sotterranea su otto livelli: entrarci alle 8 in punto, prima dei gruppi.

arte
Ihlara e Selime

Ihlara e Selime

Canyon con fiume, chiese rupestri e il monastero scavato di Selime. Alternativa fresca a Kaymaklı.

hikenatura
Derinkuyu

Derinkuyu

Otto piani sotto terra, ventimila persone, stalle, cantine, chiese e pozzi di ventilazione: una città intera scavata per nascondersi. Si scende fino a sessanta metri.

chiccaarte
Valle di Soğanlı

Valle di Soğanlı

Un canyon di chiese rupestri a un'ora da Göreme, dove non arriva nessun tour: si cammina fra i camini di fata da soli, e le vecchie del paese cuciono bambole di stoffa.

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Valle dei piccioni e Uçhisar

Valle dei piccioni e Uçhisar

Le colombaie scavate nel tufo, che per secoli hanno dato il concime ai vigneti, e sopra il castello di Uçhisar: uno sperone bucherellato da cui si vede tutta la Cappadocia.

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Mustafapaşa

Mustafapaşa

Sinasos, quando ci vivevano i greci: portali di pietra scolpiti, case padronali svuotate nel 1924 con lo scambio di popolazioni, e adesso un paese sonnolento senza turisti.

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Sultansazlığı

Sultansazlığı

Una palude in mezzo alla steppa con i fenicotteri rosa e centinaia di specie di uccelli, ai piedi dell'Erciyes innevato. Si va all'alba, in barca piatta.

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16

Mediterraneo turco

deviazione · fuori rotta · ≈ 600 km da Adalia ad Adana

Archivio, non tappa: la costa a est di Adalia. Teatri romani, castelli sul mare e città abbandonate sulla spiaggia. La rotta non ci passa.

Aspendos

Aspendos

Il teatro romano meglio conservato del Mediterraneo: settemila posti, la scena ancora in piedi, l'acustica che funziona senza microfoni. Chiudete gli occhi e sentite tutto.

arte
Perge

Perge

Una via colonnata lunga trecento metri con il canale d'acqua che le correva in mezzo, lo stadio quasi intatto e le terme. Enorme, e quasi vuota.

arte
Side

Side

Un tempio di Apollo con le colonne bianche direttamente sulla spiaggia, al tramonto. Attorno il paese è una trappola per turisti: guardate il tempio e andatevene.

artebagno
Alanya

Alanya

La rocca selgiuchide su un promontorio a picco, con la torre rossa ottagonale sul porto e l'arsenale scavato nella scogliera. Sotto, grotte che si visitano in barca.

artebagno
Anamur: Mamure e Anemurium

Anamur: Mamure e Anemurium

Il castello crociato con i piedi nell'acqua e, dieci chilometri più in là, la città romana abbandonata di Anemurium: strade, terme e necropoli su una spiaggia deserta. Nessuno.

arteabbandonobagnochicca
Kızkalesi

Kızkalesi

Un castello su un isolotto a duecento metri dalla riva: ci si arriva a nuoto. Sulla spiaggia davanti, il castello gemello sulla terraferma.

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Cennet e Cehennem

Cennet e Cehennem

Due doline giganti che i greci chiamavano il Paradiso e l'Inferno: nella prima si scende con 452 gradini fino a una cappella bizantina, nella seconda non si scende affatto.

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Anavarza

Anavarza

Una città romana svuotata sotto una rupe, con un acquedotto lungo chilometri, mosaici scoperti nei campi e un castello armeno sopra. Ci si arriva su una strada bianca.

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Karatepe-Aslantaş

Karatepe-Aslantaş

Un forte ittita con i rilievi ancora al loro posto, all'aperto, in mezzo a un bosco di pini sopra un lago. E la stessa iscrizione in due lingue, che ha permesso di decifrare il luvio.

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Canyon di Köprülü

Canyon di Köprülü

Il fiume Köprüçay corre verde smeraldo dentro una forra di calcare, sotto un ponte romano ancora in piedi. Ci si scende in gommone, o ci si siede nelle taverne coi tavoli dentro l'acqua.

naturabagnocibo e vino
Canyon di Tazı

Canyon di Tazı

Un balcone di roccia a strapiombo di 400 metri sul Köprülü: uno dei panorami più violenti della Turchia, e non c'è una ringhiera. Sterrata lunga, nessun biglietto.

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Selge

Selge

Una città greca a 1.000 metri sopra il canyon, con il teatro ancora usato dalle capre e un villaggio dentro le rovine: i bambini vi vendono le pigne. Ci si arriva per la strada del ponte romano.

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Sillyon

Sillyon

Un tavolato che si alza dalla piana come una portaerei: sopra, una città che nessuno scava e che frana un pezzo alla volta. Non c'è custode, non c'è cartello, non c'è nessuno.

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Green Canyon e Oymapınar

Green Canyon e Oymapınar

Un lago artificiale color smeraldo incassato fra pareti verticali, dietro una diga a volta. Si gira in barca e si nuota nel mezzo, con l'acqua che resta fredda anche a ferragosto.

naturabagno
Dim Çayı

Dim Çayı

Il fiume che scende gelido dai Tauri, e le taverne che ci hanno costruito sopra le pedane: si mangia la trota con i piedi nell'acqua corrente. Turco al cento per cento, turisti zero.

cibo e vinobagnonatura
Canyon di Sapadere

Canyon di Sapadere

Una passerella di legno appesa dentro una gola strettissima, che finisce in una cascata con una pozza dove ci si butta. Un'ora dalla costa e già non c'è più nessuno.

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Uzuncaburç

Uzuncaburç

Olba-Diocesarea: un tempio di Zeus con le colonne ancora in piedi in mezzo al paese, una torre ellenistica alta 22 metri e le case costruite con i blocchi antichi.

artechicca
Yılankale

Yılankale

Il castello dei serpenti: un crinale roccioso completamente rivestito di mura armene del Duecento, che si vede dall'autostrada e a cui non sale nessuno. Venti minuti a piedi.

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Castello di Silifke

Castello di Silifke

La rocca dei crociati sopra la città, con il fossato scavato nella roccia. Sotto, il fiume Göksu dove annegò Federico Barbarossa mentre andava alla terza crociata.

arteguerrachicca
Softa Kalesi

Softa Kalesi

Un castello bizantino su un cono che domina il mare, raggiungibile solo a piedi da un villaggio di banani. Le mura sono intatte, dentro non c'è niente e nessuno.

arteabbandonohike
Lago di Salda

Lago di Salda

Sabbia bianchissima di magnesio e acqua turchese: la NASA ci ha studiato i minerali perché somigliano a quelli di Marte. Si nuota, ma il fondo è fango bianco e ci si affonda dentro.

bagnonaturachicca
Sagalassos

Sagalassos

Una città romana intera a 1.500 metri, in un anfiteatro di montagne: la fontana monumentale è stata rimontata pezzo per pezzo e butta ancora acqua. Il posto più scenografico dell'Anatolia.

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Pamukkale e Hierapolis

Pamukkale e Hierapolis

Le terrazze di calcare bianco che scendono come una cascata pietrificata, e sopra la città romana con la necropoli più grande dell'Anatolia. Si entra all'alba, scalzi, e si cammina nell'acqua.

naturaartebagno
Çatalhöyük

Çatalhöyük

UNESCO. Novemila anni fa qui c'era una città senza strade: si entrava dai tetti, e i morti si seppellivano sotto il pavimento di casa. Uno dei primi insediamenti urbani della storia.

artechicca
Spiaggia di Cleopatra

Spiaggia di Cleopatra

La spiaggia di Alanya sotto la rocca, quella che porta il nome della regina: due chilometri di sabbia, bandiera blu, e la fortezza selgiuchide a strapiombo che la chiude a est.

bagno
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Costa licia ed Egeo

13 → 15 ago · 2 notti · ≈ 750 km di costa

Da Adalia su per la costa: città licie sott'acqua, paesi fantasma e le spiagge migliori del viaggio.

Termessos

Termessos

La città che Alessandro girò al largo: rovine mai scavate a mille metri tra i pini, sarcofagi rovesciati dal terremoto e un teatro a strapiombo sul canyon. Si sale un'ora, non c'è quasi nessuno.

artehikechicca
Kaleiçi

Kaleiçi

Il nocciolo ottomano di Adalia dentro le mura romane: vicoli di case di legno, la porta di Adriano e il porto sotto la falesia. Si dorme qui, non nei resort.

artecibo e vino
Museo di Antalya

Museo di Antalya

Uno dei migliori musei archeologici della Turchia e quasi sempre vuoto: gli dèi di Perge in fila, sarcofagi enormi, e il reparto sulle città licie che state per attraversare.

arte
Cascate di Düden

Cascate di Düden

Il fiume finisce di schianto in mare da una falesia di quaranta metri. Dall'alto è un balcone, dal basso ci si arriva in barca e ci si bagna.

naturabagno
Olympos e la Chimera

Olympos e la Chimera

Rovine licie inghiottite dalla foresta a due passi da una spiaggia di ciottoli, e sopra il monte le fiamme di Yanartaş che escono dalla roccia da tremila anni e non si spengono. Salite di notte.

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Kekova

Kekova

Una città licia sprofondata dal terremoto: scalini, muri e anfore sott'acqua a un metro dalla barca. Si guarda dal kayak, il bagno sulle rovine è vietato ma intorno è tutto mare.

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Kaş

Kaş

Il paese più bello della costa: bouganville, un teatro greco che guarda l'isola di Castellorizo e cale dove ci si butta dagli scogli senza spiaggia.

bagnocibo e vino
Patara

Patara

Diciotto chilometri di sabbia senza un ombrellone, protetti perché ci nidificano le tartarughe, e dietro le dune la città romana mezzo sepolta con l'arco e il faro. Una delle spiagge più belle del Mediterraneo.

bagnonaturaarte
Gola di Saklıkent

Gola di Saklıkent

Diciotto chilometri di forra alta trecento metri: si entra a piedi nell'acqua gelida guadando controcorrente, con le pareti che si stringono sopra la testa.

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Kayaköy

Kayaköy

Il paese fantasma: cinquecento case di pietra e due chiese, svuotate nel 1923 con lo scambio di popolazioni greco-turco e mai più riabitate. Si cammina dentro le stanze senza tetto per ore.

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Ölüdeniz e Butterfly Valley

Ölüdeniz e Butterfly Valley

La laguna che sta su tutte le cartoline, ma quella vera è la valle delle farfalle accanto: ci si arriva solo in barca, ha una cascata in fondo e si dorme in tenda sulla sabbia.

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Dalyan e le tombe rupestri

Dalyan e le tombe rupestri

Si risale il delta in barca fra i canneti con le tombe licie scavate nella parete che vi guardano dall'alto, e si finisce sulla spiaggia di İztuzu dove nascono le tartarughe caretta.

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Knidos

Knidos

In fondo alla penisola di Datça, dove Egeo e Mediterraneo si toccano: due porti, un teatro sul mare e il vento. Strada lunga e brutta, ricompensa enorme.

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Bodrum

Bodrum

Il castello dei Cavalieri di Rodi sul porto, costruito con le pietre del Mausoleo — una delle sette meraviglie, oggi un buco nel terreno a due isolati. Dentro c'è il museo dei relitti.

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Grotta di Zeus

Grotta di Zeus

Una piscina di acqua verde dentro una grotta crollata, a due passi dalla strada per il parco di Dilek. Si entra in acqua da un masso, il fondo non si vede.

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Spiagge del Dilek

Spiagge del Dilek

Il parco nazionale sulla punta: quattro cale di ghiaia bianca sotto una montagna coperta di pini, acqua trasparente e cinghiali che passeggiano fra gli asciugamani.

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Efeso

Efeso

La biblioteca di Celso, il teatro da 25.000 posti, la strada di marmo con i solchi dei carri. È affollatissima: entrate all'apertura e pagate le case a terrazza, dove non entra nessuno.

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Şirince

Şirince

Il paese greco sulle colline sopra Efeso, svuotato anch'esso nel 1923 e ripopolato: case bianche, vino di frutta improbabile e le tavole sotto i gelsi.

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Priene

Priene

La città greca a scacchiera sul fianco del monte: il teatro con i seggi d'onore in marmo e i cinque colonne del tempio di Atena, sopra la piana dove c'era il mare.

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Pergamo

Pergamo

L'acropoli in cima a un cono, con il teatro più ripido del mondo antico appeso al vuoto; si sale in funivia. Sotto, l'Asclepieion, l'ospedale-tempio dove si curava con il sonno.

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Kemeraltı e l'agorà

Kemeraltı e l'agorà

Il bazar di Smirne è un labirinto vero, non un souvenirificio: han del Settecento, calderai, e in mezzo l'agorà romana con le sue volte sotterranee ancora piene d'acqua.

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Alaçatı e Çeşme

Alaçatı e Çeşme

Il paese di pietra dei mulini a vento, con le vie di ciottoli e le porte azzurre, e intorno le baie dove il meltemi tira sempre: qui si viene a fare windsurf e a mangiare erbe selvatiche.

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Phaselis

Phaselis

Tre porti, una via colonnata che va da un mare all'altro e i pini che crescono dentro le terme. Si nuota fra i blocchi dell'acquedotto crollato, con il Tahtalı innevato dietro.

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Spiaggia di Kaputaş

Spiaggia di Kaputaş

Una lingua di ghiaia bianca in fondo a una gola che si apre di colpo sulla strada per Kaş: 190 scalini giù, e l'acqua è di un turchese che sembra ritoccato. Non lo è.

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Xanthos e Letoon

Xanthos e Letoon

La capitale della Licia, che si suicidò due volte pur di non arrendersi, e il santuario di Leto poco sotto, con i templi allagati dalle sorgenti. UNESCO, e sempre vuoto.

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Myra e Andriake

Myra e Andriake

Le tombe rupestri scavate come case sopra un teatro romano, e a due passi il porto di Andriake col granaio di Adriano. Qui era vescovo San Nicola: sì, quello.

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Arykanda

Arykanda

La città licia più bella e la meno visitata: costruita a terrazze su un fianco di montagna a 1.000 metri, con il teatro che guarda il vuoto. La chiamavano la Delfi d'Anatolia.

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Tlos

Tlos

Tremila anni di storia in un colpo: tombe licie nella parete, un teatro romano, una fortezza ottomana in cima e il palazzo di Bellerofonte che, dicono, partì da qui su Pegaso.

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Pinara

Pinara

Centinaia di tombe scavate in una parete verticale come un alveare, e una città in mezzo ai pini dove non c'è nessuno. Strada sterrata e ripida: proprio per questo.

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Isola di Gemiler

Isola di Gemiler

L'isola di San Nicola: quattro chiese bizantine in rovina, una via processionale coperta lunga mezzo chilometro e le tombe fra i cespugli. Ci si arriva in barca e ci si tuffa dagli scogli.

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Kabak

Kabak

L'ultima valle prima del nulla: si scende a piedi o con un fuoristrada, si dorme in capanne di legno sugli alberi e la spiaggia di ghiaia è in fondo a venti minuti di sentiero.

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Adrasan e il capo Gelidonya

Adrasan e il capo Gelidonya

Una baia tranquilla dove il Sentiero Licio tocca il mare, e da lì si sale al faro di Gelidonya guardando cinque isolotti. Sotto, uno dei relitti più antichi mai trovati.

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Tahtalı Dağı

Tahtalı Dağı

L'Olimpo dei licii: 2.365 metri che partono dalla spiaggia. Si sale in funivia in dieci minuti e si passa dal costume al piumino, con tutta la costa sotto i piedi.

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Canyon di Göynük

Canyon di Göynük

Una forra che si stringe fino a due metri, con l'acqua gelida fino alla vita e le pareti che ti chiudono sopra la testa. Si guada, si nuota, ci si arrampica.

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Aperlai

Aperlai

Una città licia mezza sott'acqua in fondo a una baia senza strada: ci si arriva solo in barca o con due ore di sentiero. Muri, cisterne e vasche per la porpora, sommerse.

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Afrodisia

Afrodisia

UNESCO. La città del marmo: aveva la sua cava a due chilometri e una scuola di scultura che riforniva l'impero. Lo stadio da 30.000 posti è il meglio conservato del mondo antico.

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Isola di Cleopatra

Isola di Cleopatra

L'isola di Sedir, nel golfo di Gökova: la spiaggia è fatta di granuli bianchi e tondi che non esistono altrove sulla costa, e la leggenda dice che li portò Marco Antonio dall'Egitto per Cleopatra. Vietato portarne via un grammo, e vietato stendersi: si guarda e si nuota.

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Frigia e Dardanelli

13 → 15 ago · 2 notti · ≈ 450 km alla Valle Frigia

La Cappadocia senza nessuno, poi la Grande Guerra che chiude il cerchio.

Seyitgazi

Seyitgazi

Il complesso bektashi sul colle con la tomba lunga sette metri dell'eroe gigante Battal Gazi: moschea, monastero e steppa frigia a perdita d'occhio. Sulla strada per Yazılıkaya.

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Odunpazarı, Eskişehir

Odunpazarı, Eskişehir

Case ottomane color pastello, il museo OMM di legno firmato Kengo Kuma e i çibörek fritti al momento: la città universitaria più allegra di Turchia, giusta per una sera.

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Aizanoi

Aizanoi

Il tempio di Zeus meglio conservato dell'Anatolia in mezzo a un villaggio di trattori, col mercato romano dove sono incisi i prezzi calmierati di Diocleziano. Praticamente vostro.

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Spiagge di Kabatepe

Spiagge di Kabatepe

Sabbia dorata e l'Egeo limpidissimo a due passi da Anzac Cove, con Samotracia all'orizzonte: il bagno tra un cimitero e l'altro, che qui suona meno strano di quanto sembri.

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Capo Helles e Seddülbahir

Capo Helles e Seddülbahir

La punta della penisola di Gallipoli: il memoriale britannico, la spiaggia V dove lo sbarco divenne un massacro e il forte restaurato. Chiude il giro lontano dai gruppi.

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Grecia e nave

15 → 17 ago · 1 notte + nave · ≈ 620 km + dogana İpsala

Atene e il capo di Poseidone, poi Meteora e il traghetto. Kavala e Filippi restano lì, ma la rotta ora scende ad Atene.

Kavala

Kavala

Acquedotto ottomano e porto vecchio color pastello: la sosta pranzo giusta sulla via Egnatia.

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Filippi

Filippi

La città dove Bruto e Cassio persero l'ultima battaglia della Repubblica romana e dove Paolo battezzò la prima cristiana d'Europa: teatro, foro e basiliche UNESCO a un quarto d'ora da Kavala.

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Leone di Anfipoli

Leone di Anfipoli

Il leone funerario del IV secolo a.C. rimontato sul ciglio della Egnatia, a guardia del tumulo di Kasta poco più in là: dieci minuti di sosta, foto e via.

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Verghina

Verghina

Le tombe reali di Filippo II sotto il tumulo, corone d'oro e armature al buio dove le trovarono: il museo più da brividi di Grecia, mezz'ora fuori dalla Egnatia.

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Meteora

Meteora

I monasteri sospesi sui pilastri di arenaria: tramonto da Psaropetra, due monasteri all'apertura il mattino dopo.

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Eremi di Badovas

Eremi di Badovas

Celle di legno incastrate nelle pareti dietro Kastraki, dove tutto cominciò nel Trecento. Dieci minuti a piedi, nessuno.

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Voidomatis e ponti dello Zagori

Voidomatis e ponti dello Zagori

Deviazione finale: bagno di due minuti (poi ipotermia) nell'acqua più limpida di Grecia sotto il ponte di Aristi, e i ponti di pietra a schiena d'asino dei villaggi. A due ore dalla nave.

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Acropoli

Acropoli

Il Partenone all'apertura, prima dei bus, e poi il museo sotto: il fregio esposto alla luce con le lacune al posto dei marmi che stanno a Londra. La polemica è il pezzo forte.

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Anafiotika

Anafiotika

Il paese cicladico costruito abusivamente sotto l'Acropoli dai muratori di Anafi nell'Ottocento: scale, gatti, case bianche. Duecento metri e sei su un'isola.

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Capo Sunio

Capo Sunio

Il tempio di Poseidone su una falesia a picco sull'Egeo, al tramonto, con il nome di Byron inciso su una colonna. Sotto c'è una cala dove ci si butta.

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Tumulo di Maratona

Tumulo di Maratona

Una collinetta d'erba in mezzo alla piana: sotto ci sono i 192 ateniesi caduti nel 490 a.C., sepolti dove sono morti. Nient'altro. È il monumento di guerra più asciutto che vedrete.

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Le olimpiadi lasciate marcire

Le olimpiadi lasciate marcire

Gli impianti del 2004 abbandonati: il complesso di Faliro con le piscine vuote e le tribune sfondate. Attenzione, parte dell'area è cantiere del nuovo parco: verificate prima di andarci.

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Lago Vouliagmeni

Lago Vouliagmeni

Un lago termale sotto una falesia crollata, mezzo salato e sempre a 24 gradi, con i pesciolini che ti puliscono i piedi. Mezz'ora dal centro.

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Mercato di Varvakios

Mercato di Varvakios

Il mercato centrale: la navata della carne è uno spettacolo brutale, quella del pesce urla, e nei vicoli intorno si mangia la zuppa di trippa alle sei del mattino come i macellai.

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Valle di Tempe

Valle di Tempe

La gola dove il Peneo si infila fra l'Olimpo e l'Ossa: platani secolari sull'acqua, la sorgente di Afrodite e una cappella incastrata nella parete a cui si arriva con un ponte sospeso. Ci si bagna nelle anse, all'ombra.

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Ponte di Sarakina

Ponte di Sarakina

Un arco di pietra del Cinquecento sul Portaikos, dove il fiume scava vasche verdi nella roccia: ci si tuffa dagli scogli. Sulla riva le taverne fanno la trota del posto e le pite, e i tavoli stanno dentro l'acqua.

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Elati e Pertouli

Elati e Pertouli

I paesi valacchi sopra Trikala, a mille metri fra gli abeti: qui si mangia quello che a valle non trovi — pite fatte a mano, formaggi di malga, carne alla brace — nelle taverne con il camino acceso anche ad agosto.

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Bagni nel Peneo a Kalambaka

A due passi dalle rocce di Meteora il Peneo rallenta e forma pozze di ghiaia dove i locali vanno a rinfrescarsi il pomeriggio. Nessun cartello, nessun chiosco: si parcheggia e si scende.

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Delfi

Delfi

UNESCO. L'ombelico del mondo, su una terrazza a picco sopra un mare di ulivi: il tempio di Apollo, il teatro, lo stadio in cima. Si sale presto, prima del caldo e dei bus.

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Olimpia

Olimpia

UNESCO. Lo stadio dove si correva nudi, con la linea di partenza di pietra ancora al suo posto: ci si mette in posizione e si prova. Attorno, i templi crollati dal terremoto, lasciati dove sono caduti.

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Micene e Tirinto

Micene e Tirinto

UNESCO. La Porta dei Leoni, il tesoro di Atreo con la cupola a cerchi concentrici, e le mura ciclopiche che i greci classici credevano costruite dai giganti perché non capivano come.

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Epidauro

Epidauro

UNESCO. Il teatro con l'acustica perfetta: dall'ultima fila si sente strappare un foglio sull'orchestra. Ci si siede in alto e si aspetta che qualcuno provi.

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Salonicco paleocristiana

Salonicco paleocristiana

UNESCO. Quindici monumenti sparsi in città: la Rotonda di Galerio con i mosaici d'oro, Aghios Dimitrios sulle cripte romane, e le mura in alto nella città vecchia.

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Hosios Loukas

Hosios Loukas

UNESCO. Un monastero dell'anno mille su un fianco dell'Elicona, con i mosaici a fondo oro e il pavimento in marmi intarsiati. Fuori, mandorli e silenzio.

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Tempio di Bassae

Tempio di Bassae

UNESCO. Il tempio di Apollo Epicurio a 1.100 metri fra i monti dell'Arcadia, protetto da un tendone gigante che lo rende ancora più irreale. Progettato da chi fece il Partenone.

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Corfù, città vecchia

Corfù, città vecchia

UNESCO. Veneziana per quattro secoli: due fortezze, i vicoli-canyon del quartiere ebraico e la spianata dove si gioca a cricket, lascito degli inglesi. È sulla rotta del traghetto.

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Monte Athos

Monte Athos

UNESCO. Venti monasteri su una penisola dove le donne non entrano da mille anni e gli uomini solo col permesso scritto. Senza permesso lo si guarda dal mare, in barca da Ouranoupoli.

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Exarcheia

Exarcheia

Il quartiere anarchico di Atene: murales politici su ogni muro, piazze autogestite, librerie e caffè dove si discute davvero. Non è un parco a tema — è un posto vivo con le sue regole. Si sta rispettosi e non si fotografano le persone.

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Six d.o.g.s

Un buco a Monastiraki che si apre su un giardino nascosto e poi su una cantina: concerti, mostre e dj fino all'alba, tutto nello stesso posto. La stanza sotto è una scatola di cemento.

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Death Disco

Punk, post-punk e new wave a Psyrri, in un locale che sembra il retro di un negozio. Muri neri, birra e volume oltre il consentito.

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Romantso

L'ex tipografia che stampava i fotoromanzi, oggi hub creativo: studi al piano di sopra, bar e palco al piano terra. Il posto dove Atene ha ricominciato dopo la crisi.

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Bios

Un edificio Bauhaus su Pireos: cinema sperimentale, sala concerti nel seminterrato e il tetto con vista sull'Acropoli. Programmazione che non guarda in faccia a nessuno.

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La mappa del viaggio

Zoomate con la rotella, i bottoni o il pizzico su telefono; trascinate per muovervi. La linea gialla è la strada, i tratteggi sono le due traversate in nave: l’Egeo da Smirne ad Atene e l’Adriatico per tornare. Ogni punto è un luogo, colorato come il suo cluster: toccatene uno e si apre l’anteprima con la foto. Senza rete la mappa torna a essere quella disegnata: funziona anche a motore spento in mezzo al nulla.

carico la mappa…

◉ un punto = un luogo · i punti grandi sono gli imperdibili · toccatene uno per l’anteprima · linea piena = strada, tratteggio = nave (Egeo e Adriatico)

Cosa è dentro, cosa è fuori

Novità di questa versione: trenta aggiunte mirate su tre filoni. Brutalismo e abbandono: Haludovo, la base sotterranea dei MiG di Željava, la torre dei cecchini e l'hotel Igman, Santa la città fantasma, i guerrieri di Stara Zagora, il Bucoleone, il Palazzo dei Riti. Storia vera: il ponte Latino dell'attentato, il monte Sabotino, Daorson, Mediana, Çavuştepe, Zerzevan col mitreo, Filippi, Gremi. Acqua dove buttarsi: Nadiža, Zrmanja, Vrelo, Boračko, Sarpi, Bazaleti, il mare di Tbilisi, le vasche sulfuree di Borjomi, Kabatepe. Totale: 200 luoghi.

Cambio di rotta: il ritorno non taglia più per l'interno ma scende ad Adalia e risale tutta la costa licia ed egea fino a Smirne, poi Atene invece di Kavala. La Frigia interna (Yazilikaya, Gordion, Aizanoi, Seyitgazi, Odunpazarı) resta sulla mappa ma è fuori rotta: sono deviazioni, non tappe.

Occhio al budget tempo: le opzioni segnate come deviazione (Lukomir, Goli Otok, Željava, il bunker di Konjic, Plovdiv, Hattuşa, Santa, Nemrut Dağı, Halfeti, Mor Gabriel, David Gareja, Troia) costano da 2 ore a mezza giornata l'una. Sceglietene al massimo due o tre in tutto il viaggio, o il piano salta. Rientro realistico: nave la sera del 16, Perugia a pranzo del 17.

Note pratiche

Documenti e assicurazione

Carta verde del van: verificate che le caselle TR (Turchia) e BIH (Bosnia) non siano barrate, altrimenti chiamate l'assicurazione prima di partire. La Georgia è fuori dal sistema: assicurazione locale obbligatoria, si compra online o al confine di Sarpi per pochi euro. Passaporti per tutti, carta d'identità non basta oltre la Serbia.

Pedaggi e vignette

Vignetta elettronica per Slovenia e Bulgaria (si comprano online prima). Croazia e Grecia a casello. In Turchia serve l'HGS: etichetta elettronica che si fa alle poste PTT o in frontiera, caricatela bene perché i ponti sul Bosforo e le autostrade la scalano in automatico.

Frontiere

Le due lente sono Kapıkule (Bulgaria → Turchia) e Sarpi (Turchia → Georgia): d'estate anche 2 o 3 ore, andateci al mattino presto e con acqua a bordo. Türkgözü al rientro in Turchia è quasi sempre deserta. Tenete a portata libretto, carta verde e un foglio coi dati di tutti.

Dormire col van

Turchia e Georgia sono un paradiso della sosta libera: nessuno vi dirà niente, spesso vi porteranno tè. In Croazia invece la sosta libera è multata pesantemente: lì solo campeggi. In Grecia zona grigia, discrezione. Nelle città grandi usate parcheggi custoditi (otopark) e muovetevi coi mezzi.

Guida e carburante

Evitate di guidare col buio nell'Anatolia orientale: animali in strada e camion senza luci. Il gasolio costa parecchio in Turchia e poco in Georgia: entrate in Georgia in riserva e uscite col pieno. Quattro patenti a rotazione, chi ha guidato la tratta lunga il giorno dopo riposa.

Caldo, acqua, telefono

Tra il 10 e il 12 agosto sarete nella piana mesopotamica coi suoi 40 gradi e passa: visite all'alba e al tramonto, mai alle 14. Scorta fissa di 20 litri d'acqua. Una eSIM regionale che copra Turchia e Georgia vi risparmia il balletto delle SIM alle frontiere.

Rispetto dei luoghi

Nei sanatori di Tskaltubo, sulla pista di bob e nei memoriali: niente droni senza chiedere, non si porta via niente, occhio ai pavimenti. Ad Ani, Akdamar e Ahlat siete su ferite storiche armene ancora aperte. Spalle e ginocchia coperte in moschee e monasteri.

Traghetto del ritorno

Igoumenitsa → Ancona parte quasi ogni sera con più compagnie; con un camper ad agosto prenotate il posto ponte o la cabina almeno due o tre settimane prima. Alternativa Igoumenitsa → Bari se i prezzi esplodono: da Bari a Perugia sono 4 ore e mezza in più.