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I luoghi
Toccate una card per aprire la scheda del luogo, con descrizione estesa, foto e link.



Museo di Antalya
Uno dei migliori musei archeologici della Turchia e quasi sempre vuoto: gli dèi di Perge in fila, sarcofagi enormi, e il reparto sulle città licie che state per attraversare.

Cascate di Düden
Il fiume finisce di schianto in mare da una falesia di quaranta metri. Dall'alto è un balcone, dal basso ci si arriva in barca e ci si bagna.

★Olympos e la Chimera
Rovine licie inghiottite dalla foresta a due passi da una spiaggia di ciottoli, e sopra il monte le fiamme di Yanartaş che escono dalla roccia da tremila anni e non si spengono. Salite di notte.




Gola di Saklıkent
Diciotto chilometri di forra alta trecento metri: si entra a piedi nell'acqua gelida guadando controcorrente, con le pareti che si stringono sopra la testa.


Ölüdeniz e Butterfly Valley
La laguna che sta su tutte le cartoline, ma quella vera è la valle delle farfalle accanto: ci si arriva solo in barca, ha una cascata in fondo e si dorme in tenda sulla sabbia.

Dalyan e le tombe rupestri
Si risale il delta in barca fra i canneti con le tombe licie scavate nella parete che vi guardano dall'alto, e si finisce sulla spiaggia di İztuzu dove nascono le tartarughe caretta.



Grotta di Zeus
Una piscina di acqua verde dentro una grotta crollata, a due passi dalla strada per il parco di Dilek. Si entra in acqua da un masso, il fondo non si vede.

Spiagge del Dilek
Il parco nazionale sulla punta: quattro cale di ghiaia bianca sotto una montagna coperta di pini, acqua trasparente e cinghiali che passeggiano fra gli asciugamani.





Kemeraltı e l'agorà
Il bazar di Smirne è un labirinto vero, non un souvenirificio: han del Settecento, calderai, e in mezzo l'agorà romana con le sue volte sotterranee ancora piene d'acqua.

Alaçatı e Çeşme
Il paese di pietra dei mulini a vento, con le vie di ciottoli e le porte azzurre, e intorno le baie dove il meltemi tira sempre: qui si viene a fare windsurf e a mangiare erbe selvatiche.


★Spiaggia di Kaputaş
Una lingua di ghiaia bianca in fondo a una gola che si apre di colpo sulla strada per Kaş: 190 scalini giù, e l'acqua è di un turchese che sembra ritoccato. Non lo è.

Xanthos e Letoon
La capitale della Licia, che si suicidò due volte pur di non arrendersi, e il santuario di Leto poco sotto, con i templi allagati dalle sorgenti. UNESCO, e sempre vuoto.

Myra e Andriake
Le tombe rupestri scavate come case sopra un teatro romano, e a due passi il porto di Andriake col granaio di Adriano. Qui era vescovo San Nicola: sì, quello.




★Isola di Gemiler
L'isola di San Nicola: quattro chiese bizantine in rovina, una via processionale coperta lunga mezzo chilometro e le tombe fra i cespugli. Ci si arriva in barca e ci si tuffa dagli scogli.


Adrasan e il capo Gelidonya
Una baia tranquilla dove il Sentiero Licio tocca il mare, e da lì si sale al faro di Gelidonya guardando cinque isolotti. Sotto, uno dei relitti più antichi mai trovati.

Tahtalı Dağı
L'Olimpo dei licii: 2.365 metri che partono dalla spiaggia. Si sale in funivia in dieci minuti e si passa dal costume al piumino, con tutta la costa sotto i piedi.

Canyon di Göynük
Una forra che si stringe fino a due metri, con l'acqua gelida fino alla vita e le pareti che ti chiudono sopra la testa. Si guada, si nuota, ci si arrampica.



★Isola di Cleopatra
L'isola di Sedir, nel golfo di Gökova: la spiaggia è fatta di granuli bianchi e tondi che non esistono altrove sulla costa, e la leggenda dice che li portò Marco Antonio dall'Egitto per Cleopatra. Vietato portarne via un grammo, e vietato stendersi: si guarda e si nuota.

Lago di Bafa
Era un golfo del mare; poi il Meandro lo ha chiuso coi detriti e l'ha trasformato in lago. Sulle isole ci sono ancora i monasteri bizantini, in mezzo all'acqua, e attorno gli allevatori di bufali.

★Monte Latmos
Un caos di massi granitici alti come palazzi, e dentro le fessure pitture rupestri di 8.000 anni fa: figure umane a braccia alzate, dipinte in rosso, che nessuno sa spiegare. Serve una guida del posto o non le trovi mai.

Boyoz di Smirne
Una sfoglia unta e salata che gli ebrei sefarditi si portarono dietro dalla Spagna nel 1492 e che si mangia SOLO a Smirne: nel resto della Turchia non la conosce nessuno. Si prende al forno all'alba, con l'uovo sodo.