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Costa licia ed Egeo

13 → 15 ago · 2 notti · ≈ 750 km di costa · 40 luoghi · 14 imperdibili ★

Da Adalia su per la costa: città licie sott'acqua, paesi fantasma e le spiagge migliori del viaggio.

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la zona del cluster lungo la rotta · un punto = un luogo

I luoghi

Toccate una card per aprire la scheda del luogo, con descrizione estesa, foto e link.

Termessos

Termessos

La città che Alessandro girò al largo: rovine mai scavate a mille metri tra i pini, sarcofagi rovesciati dal terremoto e un teatro a strapiombo sul canyon. Si sale un'ora, non c'è quasi nessuno.

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Kaleiçi

Kaleiçi

Il nocciolo ottomano di Adalia dentro le mura romane: vicoli di case di legno, la porta di Adriano e il porto sotto la falesia. Si dorme qui, non nei resort.

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Museo di Antalya

Museo di Antalya

Uno dei migliori musei archeologici della Turchia e quasi sempre vuoto: gli dèi di Perge in fila, sarcofagi enormi, e il reparto sulle città licie che state per attraversare.

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Cascate di Düden

Cascate di Düden

Il fiume finisce di schianto in mare da una falesia di quaranta metri. Dall'alto è un balcone, dal basso ci si arriva in barca e ci si bagna.

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Olympos e la Chimera

Olympos e la Chimera

Rovine licie inghiottite dalla foresta a due passi da una spiaggia di ciottoli, e sopra il monte le fiamme di Yanartaş che escono dalla roccia da tremila anni e non si spengono. Salite di notte.

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Kekova

Kekova

Una città licia sprofondata dal terremoto: scalini, muri e anfore sott'acqua a un metro dalla barca. Si guarda dal kayak, il bagno sulle rovine è vietato ma intorno è tutto mare.

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Kaş

Kaş

Il paese più bello della costa: bouganville, un teatro greco che guarda l'isola di Castellorizo e cale dove ci si butta dagli scogli senza spiaggia.

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Patara

Patara

Diciotto chilometri di sabbia senza un ombrellone, protetti perché ci nidificano le tartarughe, e dietro le dune la città romana mezzo sepolta con l'arco e il faro. Una delle spiagge più belle del Mediterraneo.

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Gola di Saklıkent

Gola di Saklıkent

Diciotto chilometri di forra alta trecento metri: si entra a piedi nell'acqua gelida guadando controcorrente, con le pareti che si stringono sopra la testa.

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Kayaköy

Kayaköy

Il paese fantasma: cinquecento case di pietra e due chiese, svuotate nel 1923 con lo scambio di popolazioni greco-turco e mai più riabitate. Si cammina dentro le stanze senza tetto per ore.

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Ölüdeniz e Butterfly Valley

Ölüdeniz e Butterfly Valley

La laguna che sta su tutte le cartoline, ma quella vera è la valle delle farfalle accanto: ci si arriva solo in barca, ha una cascata in fondo e si dorme in tenda sulla sabbia.

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Dalyan e le tombe rupestri

Dalyan e le tombe rupestri

Si risale il delta in barca fra i canneti con le tombe licie scavate nella parete che vi guardano dall'alto, e si finisce sulla spiaggia di İztuzu dove nascono le tartarughe caretta.

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Knidos

Knidos

In fondo alla penisola di Datça, dove Egeo e Mediterraneo si toccano: due porti, un teatro sul mare e il vento. Strada lunga e brutta, ricompensa enorme.

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Bodrum

Bodrum

Il castello dei Cavalieri di Rodi sul porto, costruito con le pietre del Mausoleo — una delle sette meraviglie, oggi un buco nel terreno a due isolati. Dentro c'è il museo dei relitti.

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Grotta di Zeus

Grotta di Zeus

Una piscina di acqua verde dentro una grotta crollata, a due passi dalla strada per il parco di Dilek. Si entra in acqua da un masso, il fondo non si vede.

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Spiagge del Dilek

Spiagge del Dilek

Il parco nazionale sulla punta: quattro cale di ghiaia bianca sotto una montagna coperta di pini, acqua trasparente e cinghiali che passeggiano fra gli asciugamani.

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Efeso

Efeso

La biblioteca di Celso, il teatro da 25.000 posti, la strada di marmo con i solchi dei carri. È affollatissima: entrate all'apertura e pagate le case a terrazza, dove non entra nessuno.

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Şirince

Şirince

Il paese greco sulle colline sopra Efeso, svuotato anch'esso nel 1923 e ripopolato: case bianche, vino di frutta improbabile e le tavole sotto i gelsi.

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Priene

Priene

La città greca a scacchiera sul fianco del monte: il teatro con i seggi d'onore in marmo e i cinque colonne del tempio di Atena, sopra la piana dove c'era il mare.

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Pergamo

Pergamo

L'acropoli in cima a un cono, con il teatro più ripido del mondo antico appeso al vuoto; si sale in funivia. Sotto, l'Asclepieion, l'ospedale-tempio dove si curava con il sonno.

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Kemeraltı e l'agorà

Kemeraltı e l'agorà

Il bazar di Smirne è un labirinto vero, non un souvenirificio: han del Settecento, calderai, e in mezzo l'agorà romana con le sue volte sotterranee ancora piene d'acqua.

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Alaçatı e Çeşme

Alaçatı e Çeşme

Il paese di pietra dei mulini a vento, con le vie di ciottoli e le porte azzurre, e intorno le baie dove il meltemi tira sempre: qui si viene a fare windsurf e a mangiare erbe selvatiche.

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Phaselis

Phaselis

Tre porti, una via colonnata che va da un mare all'altro e i pini che crescono dentro le terme. Si nuota fra i blocchi dell'acquedotto crollato, con il Tahtalı innevato dietro.

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Spiaggia di Kaputaş

Spiaggia di Kaputaş

Una lingua di ghiaia bianca in fondo a una gola che si apre di colpo sulla strada per Kaş: 190 scalini giù, e l'acqua è di un turchese che sembra ritoccato. Non lo è.

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Xanthos e Letoon

Xanthos e Letoon

La capitale della Licia, che si suicidò due volte pur di non arrendersi, e il santuario di Leto poco sotto, con i templi allagati dalle sorgenti. UNESCO, e sempre vuoto.

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Myra e Andriake

Myra e Andriake

Le tombe rupestri scavate come case sopra un teatro romano, e a due passi il porto di Andriake col granaio di Adriano. Qui era vescovo San Nicola: sì, quello.

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Arykanda

Arykanda

La città licia più bella e la meno visitata: costruita a terrazze su un fianco di montagna a 1.000 metri, con il teatro che guarda il vuoto. La chiamavano la Delfi d'Anatolia.

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Tlos

Tlos

Tremila anni di storia in un colpo: tombe licie nella parete, un teatro romano, una fortezza ottomana in cima e il palazzo di Bellerofonte che, dicono, partì da qui su Pegaso.

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Pinara

Pinara

Centinaia di tombe scavate in una parete verticale come un alveare, e una città in mezzo ai pini dove non c'è nessuno. Strada sterrata e ripida: proprio per questo.

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Isola di Gemiler

Isola di Gemiler

L'isola di San Nicola: quattro chiese bizantine in rovina, una via processionale coperta lunga mezzo chilometro e le tombe fra i cespugli. Ci si arriva in barca e ci si tuffa dagli scogli.

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Kabak

Kabak

L'ultima valle prima del nulla: si scende a piedi o con un fuoristrada, si dorme in capanne di legno sugli alberi e la spiaggia di ghiaia è in fondo a venti minuti di sentiero.

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Adrasan e il capo Gelidonya

Adrasan e il capo Gelidonya

Una baia tranquilla dove il Sentiero Licio tocca il mare, e da lì si sale al faro di Gelidonya guardando cinque isolotti. Sotto, uno dei relitti più antichi mai trovati.

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Tahtalı Dağı

Tahtalı Dağı

L'Olimpo dei licii: 2.365 metri che partono dalla spiaggia. Si sale in funivia in dieci minuti e si passa dal costume al piumino, con tutta la costa sotto i piedi.

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Canyon di Göynük

Canyon di Göynük

Una forra che si stringe fino a due metri, con l'acqua gelida fino alla vita e le pareti che ti chiudono sopra la testa. Si guada, si nuota, ci si arrampica.

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Aperlai

Aperlai

Una città licia mezza sott'acqua in fondo a una baia senza strada: ci si arriva solo in barca o con due ore di sentiero. Muri, cisterne e vasche per la porpora, sommerse.

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Afrodisia

Afrodisia

UNESCO. La città del marmo: aveva la sua cava a due chilometri e una scuola di scultura che riforniva l'impero. Lo stadio da 30.000 posti è il meglio conservato del mondo antico.

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Isola di Cleopatra

Isola di Cleopatra

L'isola di Sedir, nel golfo di Gökova: la spiaggia è fatta di granuli bianchi e tondi che non esistono altrove sulla costa, e la leggenda dice che li portò Marco Antonio dall'Egitto per Cleopatra. Vietato portarne via un grammo, e vietato stendersi: si guarda e si nuota.

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Lago di Bafa

Lago di Bafa

Era un golfo del mare; poi il Meandro lo ha chiuso coi detriti e l'ha trasformato in lago. Sulle isole ci sono ancora i monasteri bizantini, in mezzo all'acqua, e attorno gli allevatori di bufali.

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Monte Latmos

Monte Latmos

Un caos di massi granitici alti come palazzi, e dentro le fessure pitture rupestri di 8.000 anni fa: figure umane a braccia alzate, dipinte in rosso, che nessuno sa spiegare. Serve una guida del posto o non le trovi mai.

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Boyoz di Smirne

Boyoz di Smirne

Una sfoglia unta e salata che gli ebrei sefarditi si portarono dietro dalla Spagna nel 1492 e che si mangia SOLO a Smirne: nel resto della Turchia non la conosce nessuno. Si prende al forno all'alba, con l'uovo sodo.

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